0

L’odierna quotidianità ci sottopone a ritmi sempre più frenetici e ad una quantità considerevole di stimoli. Così accade di perdersi di vista, di continuare a “fare” senza la più pallida idea di dove si vuole veramente andare.

Così accade che quando ci accorgiamo di aver bisogno di calma e di tranquillità, sia troppo tardi.

 

La risposta è semplice. Il nostro corpo ci fornisce tutti i segnali di cui abbiamo bisogno: allergie, malesseri, cali di attenzione, incapacità a concentrarci, stanchezza e incapacità a ricaricare le energie; siamo noi a non percepirli come segnali.

 

Negli articoli precedenti, vi ho già parlato di benessere da un punto di vista pratico, di come raggiungere l’equilibrio attraverso le 3 A e di come crearlo grazie all’Ikigai

 

Nelle prossime righe vi mostrerò un approccio olistico per giungere al vostro benessere.

 

Oggi vi presento lo shinrin-yoku, pratica terapeutica giapponese che significa letteralmente il “bagno nella foresta”, che trova la sua origine nello shinto, religione autoctona del Giappone nata in tempi preistorici tra i contadini e gli agricoltori

 

Secondo questa dottrina animistica, tutto quello che compone la natura ha un’anima e, in alcuni casi, anche delle proprietà divine.

 

Il bagno nella foresta prevede un’immersione con tutti i 5 sensi, totale, nella natura, di cui siamo parte integrante.

 

Toccare la natura, annusarla ed ascoltarla, rallenta i nostri ritmi vitali, regalandoci la possibilità di entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi. Inoltre, aumenta la nostra consapevolezza e ci dona nuove energie

La comunità scientifica ha iniziato ad effettuare veri e propri studi sui risultati raggiunti dalla pratica terapeutica.

 

Cos’è stato dimostrato?

 

Alcuni studi scientifici, ad esempio, hanno dimostrato che l’immersione nel verde riesce in alcuni casi anche ad abbassare la pressione sanguigna, con conseguente rallentamento dell’attività cardiaca.

Inoltre, il contatto prolungato con la natura, in particolare boschi e foreste, abbassa considerevolmente la produzione di cortisolo, l’ormone responsabile dello stress, rendendo più semplice la gestione degli stati di ansia, che diminuiscono e diventano meno intensi.

 

Come si può rimanere in connessione con sé stessi?

 

Imparate ad ascoltare con maggiore sensibilità il vostro corpo, regalatevi costantemente un luogo e un tempo per riflettere, meditare e stare da soli con voi stessi.

Createvi il “vostro posto”, quel luogo dove sapete con certezza di poter trovare relax e tranquillità, dove potete riconnettervi con la parte più profonda di voi e con la madre terra.

Va bene qualsiasi luogo? Sì, purchè immerso nella natura e nel verde.

Per esempio, il mio luogo sicuro è la Valsesia. Tutte le volte che sento la necessità di rimanere sola con me stessa, io vado lì.

Non sempre faccio la stessa cosa. Posso fare una passeggiata nei boschi, posso fare trail, posso stare seduta su un sasso ad osservare il fiume che scorre.

Ogni volta, ogni cosa che decido di fare, vivo la natura con tutti i sensi! Cammino a piedi scalzi su diversi terreni per sentire le diverse sensazioni, annuso l’aria sempre più frizzante mano a mano che salgo di altitudine, osservo le forme, mi lascio avvolgere dai colori e tutto quello che mi circonda; ascolto i suoni che la natura mi regala e assaggio la natura (per esempio in inverno amo assaggiare la neve).

La cosa più stupefacente è che ogni volta è diverso, ogni volta la natura mi regala sensazioni ed emozioni nuove.

Non è sempre stato cosi. Ho dovuto imparare a lasciarmi andare e ad ascoltarmi. Quando sono riuscita a farlo, è avvenuta la magia. Mi sono sentita parte della natura, parte di un sistema di energie molto più grande che sa accogliermi e donare energia.

Come avete potuto capire, io il mio posto so qual è!

E voi sapete qual è il vostro?

Scrivi un commento...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: