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Quanti di noi hanno riposto speranze e aspettative nel 2021?

Effettivamente il 2020 è stato un anno piuttosto particolare, complicato anche, se vogliamo dirla tutta.

Il COVID è arrivato senza alcun preavviso (…o quasi) e ha preso possesso della nostra quotidianità, delle nostre vite.

Ogni fascia d’età e ogni ceto sociale è stato colpito, nessuno escluso. Molti hanno perso persone a loro care, molti altri hanno perso il lavoro, molti ancora si sono ritrovati chiusi tra le mura di casa in una situazione che già prima gli andava stretta.

Il 2020 ha innegabilmente segnato ognuno di noi. Già! Ci ha obbligati a fermarci, a prendere tempo.

E inevitabilmente, quando ci si ferma, al di là dell’iniziale euforia per avere il tempo di fare ciò che non riusciamo mai a fare, arriva il momento tanto temuto da ognuno di noi: il momento dell’ascolto di noi stessi.

Proprio così! Abituati alla frenesia delle nostre vite, abbiamo perso la capacità di stare in ascolto di noi stessi, di prenderci del tempo per sentire cosa arriva da “dentro”.

 

L’ascolto è la base di ogni rapporto umano, come può non esserlo nel rapporto con noi stessi?

Metterci in ascolto significa percepire la condizione di benessere, o di malessere, del nostro corpo; percepire come variano i nostri stati d’animo. Significa ascoltare cosa ci diciamo: siamo gentili con noi stessi? O siamo spesso giudici critici e intransigenti?

Ma perché diventa cosi importante imparare ad ascoltarsi? L’ascolto è la prima grande via per arrivare alla piena consapevolezza di sé. E quando sono consapevole di ciò che sento, allora posso iniziare anche a “lavorare” sul mantenere stati d’animo funzionali e modificare quelli non funzionali.https://bgikigaicoach.it/blog-atteggiamento/nutri-la-tua-mente-e-pensa-positivo/

Pensate che tutti i nostri stati d’animo dipendono da tre fattori fondamentali:

  • Fisiologia
  • Focus
  • Dialogo interno

Cosa significa che dipendono da questi 3 fattori?

Significa che così come il nostro stato d’animo influisce sul nostro focus, sulla nostra fisiologia e sul nostro dialogo interno (quello che ci diciamo), allo stesso modo, modificando questi 3 parametri, noi possiamo direzionare i nostri stati d’animo.

E allora perché non prendiamo ciò che questo 2020 ci ha regalato, l’ascolto, e lo utilizziamo per imparare ad avere stati d’animo funzionali nella nostra quotidianità?

Molti di voi potrebbero dirmi “Barbara, come la fai facile”. Vi risponderei che non sono io a farla facile, ma direzionare il nostro stato emotivo verso qualche cosa di funzionale, è molto più semplice di quello che pensiamo.https://bgikigaicoach.it/blog-atteggiamento/atteggiamento-positivo/

Analizziamo uno per uno i tre fattori che influiscono sullo stato.

FISIOLOGIA: vi sarà capitato più volte di incrociare qualcuno per strada e capire se fosse felice o meno, già dalla sua postura, oppure di parlare con qualcuno che, con la sua gestualità, ci fa capire che non ha voglia di intraprendere certe conversazioni. Quindi se noi abbiamo uno stato emotivo non utile, o che comunque non ci fa sentire a nostro agio, un primo passo per modificarlo sarà proprio quello di agire sulla nostra fisiologia. Ci sentiamo tristi, proviamo ad aprire bene le spalle, a tenere la testa alta e a stare bene diritti…….la tristezza non scomparirà del tutto, ma credetemi! si abbasserà la sua intensità.

In questo campo, gli attori insegnano; spesso per trovare la chiave giusta di interpretazione del personaggio, l’attore ne imita la fisiologia.

 

FOCUS: ricordatevi sempre quale sia il vostro obiettivo, in ogni situazione. Questo vi porterà ad essere molto più pratici e a bloccare tutti quei pensieri che si tirano dietro stati emozionali non utili. Soprattutto se state attraversando un periodo difficile, definite il vostro focus in maniera chiara e precisa. Scrivetelo su dei post-it e tappezzateci la casa, fate in modo che sia sempre presente, vi accorgerete che la motivazione avrà la meglio e vi aiuterà a mantenere stati d’animo che vi fanno stare bene.

                                    

DIALOGO INTERNO: molti di noi, come me, hanno un dialogo interno bassissimo o quasi inesistente; molti altri invece hanno nelle loro teste delle vere e proprie riunioni plenarie anche per la decisione più “piccola”.

Cosa ci diciamo e come ce lo diciamo, può fare la differenza tra stato d’animo piacevole e spiacevole.

Quante volte vi è capitato in una situazione difficile da affrontare, di essere i primi a non credere in voi? In quei casi, magari mentre state prendendo coraggio e siete sul punto di dire/fare quella cosa che non avete mai avuto il coraggio di dire/fare, ecco che nella vostra testa spunta la vocina che vi dice “ma dove vuoi andare?, cosa credi di fare?”.

Eccolo lì, il sabotatore. Ebbene capite che quella vocina, sarà uno dei più grandi limiti nel fare ciò che stavate facendo!

E’ proprio in situazioni come quella descritta che diventa importante ascoltarsi e imparare a parlarsi in maniera diversa.

Pensate che potere abbiamo. Possiamo, agendo su noi stessi, dare una direzione ai nostri stati emotivi. Le prime sessioni di mental coaching con i miei coachee vertono proprio su questo. Sono il primo traguardo che porta verso il benessere.

Se anche voi volete imparare a lavorare su fisiologia, focus e dialogo interno, contattatemi, insieme raggiungeremo grandi risultati.

 

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