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Come possiamo fare a controllare la fame generata dalle nostre emozioni?

Come possiamo comprendere, consapevolizzare e porre rimedio a quegli attacchi di (finta) fame che ci portano al frigorifero o alla dispensa come sonnambuli che non possono essere fermati?

La cosa migliore, per capirsi, è fare un passo indietro e spiegarvi il moderno concetto di “comfort food”.

comfort foodOggi, infatti, sempre più spesso, si sente parlare di comfort food, ovvero il cibo, generalmente grasso e/o zuccherino, in grado di procurarci piacere e di coccolarci, molte volte in grado anche di evocare ricordi che provocano in noi emozioni piacevoli.

Per dare una definizione generale, possiamo dire che il comfort food è quel particolare cibo che in noi genera una o più emozioni positive, che ci danno piacere.

Questa definizione dà per scontato che noi umani abbiamo un particolare legame tra il cibo che ingeriamo e il nostro benessere emozionale.

come ci fa sentire il comfort foodCom’è possibile che questo accada?

Iniziamo con il dire che, fin dalla nascita, il cibo ricopre funzioni fondamentali nella nostra vita:

  • ci nutre fisicamente e garantisce un buon sviluppo fisico
  • contribuisce a sviluppare e mantenere le nostre dimensioni sociali
  • aiuta e favorisce la sfera psicologica

Queste tre funzioni fanno sì che il cibo diventi prestissimo un mezzo di comunicazione e rispettivamente una comunicazione:

  • tra il bambino e la madre
  • con il mondo esterno
  • con se stessi

comfort food e funzioni del ciboEcco che, diventando un mezzo per comunicare con la madre, il mondo esterno e se stessi, il cibo diventa una risposta ottimale al bisogno di amore ed unione che ognuno di noi ha.

Andando a rispondere al bisogno di affetto fin da quando siamo neonati, il cibo si lega saldamente alla sfera emozionale e questo legame ci accompagnerà per tutta la vita.

Presto si instaura anche un circolo vizioso tra fame ed emozione, per cui avviene frequentemente che la fame emotiva venga confusa con la fame reale, portandoci a mangiare e andando quindi a continuare a rinforzare il legame tra cibo ed emozione, autoalimentando la credenza che, in particolari momenti emotivi, abbiamo realmente bisogno di quel cibo.

il legame tra cibo ed emozioniIl benessere apportato dal mangiare comfort food passa però molto in fretta, perché subito dopo l’ingestione e la momentanea emozione positiva, subentra la frustrazione data dall’incapacità di controllarsi, facendo precipitare presto la persona nello stato emotivo che ha indotto la fame emotiva stessa. Ecco perché prima ho parlato di circolo vizioso.

Quindi se facciamo un’analisi complessiva, il comfort food non solo non è risolutivo, ma è anche causa di malessere emotivo.

comfort food e malessere emotivoEd  eccoci arrivati al punto di partenza e alla domanda clou:

Come possiamo fare per controllare la fame generata dal nostro stato emotivo?

La prima cosa da imparare a fare è riconoscere la fame reale dalla fame emotiva attraverso alcune semplici attenzioni:

  • la fame fisica si sazia con qualsiasi cosa si ingerisca, anche cibo sano, come per esempio una verdura. Se quando sentite l’attacco di fame, mangeresti anche una carota, oppure un pezzo di sedano, allora avrete la conferma che è fame fisica. Se invece l’unica cosa che potrebbe appagarvi è il cibo spazzatura, ecco che avrete riconosciuta la fame emotiva.
  • la fame fisica genera la sensazione di vuoto allo stomaco, la fame emotiva no.
  • Percepiamo il senso di sazietà solo con la fame fisica, mentre la fame emotiva può fare ingerire delle quantità di cibo molto alte e che superano di gran lunga la quantità necessaria a riempire il vostro stomaco.
  • la fame fisica si avverte dapprima in maniera blanda e cresce di intensità in maniera graduale, la fame emotiva è istantanea.

comfort food tra fame fisica e fame emotivaPer capire la differenza tra i due tipi di fame descritti è importante imparare ad ascoltarsi dall’interno, ovvero ascoltare cosa il vostro corpo vi sta chiedendo.

Per aiutarvi, potete decidere di tenere un diario alimentare, sul quale potrete annotare ciò che mangiate e ciò che provate in funzione di quello che avete mangiato.

Può essere utile anche descrivere brevemente il vostro stato emozionale della giornata. Dopo un periodo di tempo, che deve essere almeno di un mese, rileggendo il diario, potreste avere delle informazioni importanti che sapranno guidarvi nel comprendere meglio quando vi compare la fame emotiva.

diarioPotreste inoltre capire quale cibo richiede la vostra sfera emotiva per coccolarsi.

Queste informazioni vi saranno utili per imparare a gestire diversamente, e in maniera più salutare, gli stati emotivi che vi generano la voglia di mangiare peggio o in maggiore quantità.

Per esempio, se amate leggere, potete provare a distrarvi leggendo tutte le volte che avvertite la fame che avete distinto come emotiva, oppure, se invece, siete amanti dello sport, potete praticare il vostro sport preferito.

Trovate qualche cosa che sapete vi farà stare bene.

L’ideale è avere più cose a disposizione, non fermatevi alla prima azione che vi viene in mente, perché non è detto che funzioni sempre. Quindi nel vostro arco devono esserci tante frecce, per poter aver la possibilità di scegliere, mantenendo la tranquillità di andare a segno.

Armi per combattere Bene, cosa fate ancora qui…cercate un quaderno o un’agenda e iniziate subito ad annotare il vostro stato emotivo di oggi.

E se, una volta trascorso il mese, vorrete essere aiutati nel capire quali sono i vostri collegamenti tra cibo ed emozioni, contattatemi e saprò esservi d’aiuto.

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